Assemblea 26 maggio, risultati e prossimi appuntamenti

Lo scorso 26 maggio si è svolta la prima assemblea aperte del nostro coordinamento (rivedi la diretta) Sulla base dei 7 punti presentati il 16 febbraio, abbiamo illustrato ad un pubblico di associazioni, attivisti e attiviste i materiali a cui stiamo lavorando per la campagna del prossimo mese di settembre.
L’obiettivo è quello di proporre un’iniziativa di sensibilizzazione rivolta nello specifico ai genitori, fornendo loro strumenti concreti per orientarsi nelle scuole e chiedere a gran voce che si inizi a parlare di educazione sessuale e affettiva.

L’assemblea si è data quindi appuntamento a settembre per un’iniziativa rivolta al mondo della scuola, studenti, insegnanti e dirigenti scolastici in cui si presenterà questa campagna e si tireranno le fila di un percorso teso a valorizzare la Scuola come istituzione di laicità e democrazia.

Chiunque volesse approfondire e contribuire alla stesura dei documenti può scriverci a info@laicitascuolasalute.it. Vi saranno inviate le bozze presentate e potrete far pervenire le vostre osservazioni entro il 15 luglio.

 

Laicità Scuola Salute, prima assemblea aperta

Con il documento presentato in Conferenza Stampa lo scorso 16  febbraio abbiamo denunciato numeri alla mano una situazione critica agli occhi di chi si candidava a governare il Paese. Si tratta dell‘emergenza educativa legata alla sessualità e all’affettività che mette ogni giorno in pericolo la salute psicofisica delle giovani generazioni. L’ennesima escalation di femminicidi, aggressioni omofobe e persino bullismo verso il corpo docente, a cui assistiamo nelle ultime settimane,  non fa altro che confermare quanto già annunciato: non bisogna solo reagire, ma iniziare ad agire.

Adesso è il momento di costruire e lavorare con costanza e determinazione nel medio e lungo termine, per affermare il diritto all’informazione, al benessere, allasalute di tutti e tuttee ristabilire la dignità della Scuolacome istituzione cardine nella formazione della cittadinanza. Lo scenario politico prefigura probabilmente una strada in salita. Ma è altrettanto chiaro che grandi risultati hanno bisogno di una lunga e adeguata preparazione.

Vogliamo lavorare con chi ha aderito alla nostra proposta per condividere strumenti nuovi, alla portata di chiunque voglia attivarsi per una scuola più laica, inclusiva e sicura. Vogliamo costruire ponti e dialogo tra le realtà che nei territori intervengono già nelle scuole.Vogliamo allargare l’adesione ai nostri 7 punti in maniera critica e partecipata. Per farlo, abbiamo bisogno di tutte e tutti voi!  Vi aspettiamo alla nostra prima assemblea apertaa tutte le realtà che hanno aderito ai 7 punti e che sono interessate a collaborare.

Sabato 26 maggio, ore 10:00, sala A.Fredda (CGIL), Via Filippo Buonarroti 12, Roma.

(Per chi non si trova a Roma seguite lo streaming sulla pagina Facebook )

Sei il web è maestro del sesso

Pubblicato su “La Stampa” il 03/04/2018

Nadia Ferrigo

Può suonare strano, ma c’è una battaglia che ha unito Ilona Staller e Valeria Fedeli, Tina Anselmi e Nichi Vendola. Nel 1975 era il Partito comunista, a seguire Democrazia cristiana, poi socialisti e repubblicani, negli ultimi anni hanno tentato Lega Nord e Pd, Forza Italia e Movimento 5 Stelle. Tutti d’accordo, tutto inutile. Anche se in oltre quarant’anni le iniziative per introdurre l’educazione sessuale nelle scuole sono state diverse, il nostro Paese resta in drammatico e poco giustificabile ritardo. In Austria i genitori partecipano alle lezioni con i figli, in Danimarca i sex workers sono invitati a parlare nelle classi come esperti, in Olanda si inizia con i bambini di quattro anni. Gli esempi potrebbero continuare a lungo, ma per capirsi basta pensare che in Europa è materia obbligatoria quasi dappertutto. Fanno eccezione Lituania, Polonia, Romania, e, come abbiamo detto, Italia.

Secondo l’ultima analisi pubblicata dal Parlamento europeo, «l’inserimento dell’educazione sessuale tra le materie scolastiche ha trovato l’opposizione della Chiesa cattolica e di alcuni gruppi politici», così «è lasciato ai singoli istituti il compito di decidere su tempi e programmi». Insomma se le scuole lo ritengono necessario e ne hanno la possibilità, libere di organizzarsi per i fatti loro.

IL PROGETTO “Disegna il corpo e scrivi cosa provi”. Così i bambini si confrontano in classe 

Se il web è maestro .

Ma se né a scuola né in famiglia si parla di sesso, che succede? Gli adolescenti non si scambiano più giornaletti e dicerie, perché basta una rapida, proficua e assolutamente fuorviante ricerca online. Secondo Telefono Azzurro 4 adolescenti su cinque navigano su siti pornografici, l’età media della prima volta online è dieci anni.

Gruppi trasversali di parlamentari hanno elaborato disegni e proposte di legge destinate a diventare carta straccia: erano pensate per educare i ragazzi non solo su contraccezione e malattie sessualmente trasmissibili, ma anche alla conoscenza e al rispetto dell’altro. Indispensabile punto di partenza per contrastare bullismo, discriminazioni sessuali e violenza di genere.

Contro la violenza

«Non c’è stata nessuna volontà politica di sostenere questa legge», riassume Silvia Chimienti, ex parlamentare Cinque Stelle prima firmataria dell’ultima proposta sull’istituzione di percorsi didattici su educazione all’affettività e alla sessualità consapevole. La ministra uscente del Miur Valeria Fedeli ha fatto in tempo a lanciare il portale «Noi siamo pari». Nessuna imposizione, ma una serie di linee guida con un’ottima premessa: la lotta a violenza e discriminazione inizia dalla conoscenza dell’altro. Nell’attesa di una legge, con l’augurio che l’altro capiti nella scuola giusta.

Puoi baciare lo sposo, Il Coordinamento scrive al Liceo Amaldi: “Bene!”

A seguito della recente contestazione subita per mano di alcuni gruppi conservatori dal Liceo Amaldi di Roma, che ha promosso la visione del film “Puoi baciare lo sposo” durante  le attività didattiche, Il Coordinamento Laicità Scuola Salute ha deciso di esprimere vicinanza alla Scuola per incoraggiare ulteriori iniziative sui temi delle differenze, della sessualità  e dei diritti.

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Gentile Dirigente, 

siamo venuti a conoscenza della reazione di alcuni genitori in merito all’iniziativa di proporre nella Sua scuola la proiezione del film “Puoi baciare lo sposo” che con levità contribuisce ad abbattere stereotipi e pregiudizi di genere nelle giovani generazioni.

Con la presente vogliamo esprimerLe le nostre congratulazioni per l’iniziativa. 

 L’informazione sui temi delle differenze, della sessualità e della salute è tra le principali raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e dell’Unesco, che hanno dedicato all’argomento specifiche linee guida.

Il nostro Coordinamento lavora ogni giorno per portare queste istanze all’attenzione delle istituzioni e accendere i riflettori su quella che è una vera e propria emergenza educativa. Nell’epoca del web e della comunicazione globale le giovani generazioni sono infatti sempre più esposte, senza alcuno strumento critico e informativo, al discorso d’odio, al bullismo, al cyberbullismo, alla violenza di genere e alle Infezioni Sessualmente Trasmesse.  

 I dati in ambito sociale e sanitario confermano purtroppo tutto questo. Per far fronte a questi fenomeni stiamo portando avanti una proposta in 7 punti che è possibile consultare e sostenere sul nostro sito, www.laicitascuolasalute.it. 

 Per qualsiasi tipo di informazione, supporto o collaborazione per iniziative future siamo a disposizone.

 

I più cordiali saluti

Coordinamento Scuola Laicità Salute

Portavoce: Angela Nava

Coordinatore: Rosario Coco

Elezioni politiche 2018: i candidati e le candidate che hanno aderito ai 7 punti

Pubblichiamo l’elenco completo dei candidati e delle candidate alle elezioni del 4 marzo 2018 che hanno aderito ai 7 punti per una Scuola Laica, Inclusiva, Sicura (in ordine cronologico).

Il nostro impegno sarà quello di lavorare trasversalmente insieme a loro per rafforzare ogni giorno di più le forze laiche nel prossimo Parlamento.

Per questo motivo la raccolta adesioni continua sul nostro sito, per dare sempre più peso al nostro programma di libertà, salute e consapevolezza per le giovani generazioni. Per aderire, qui. 

– Conferenza stampa  di presentazione – Leggi il comunicato finale

– Rassegna Stampa

Se rappresenti un’organizzazione o vuoi scriverci un messaggio, vai qui.

Luca Trentini (Leu)
Monica Cirinnà (PD) eletta in Senato  
Stefano Fassina (Leu)
Yuri Guaiana (+Europa)
Celeste Costantino (Leu)
Claudia Pratelli (Leu)
Alessandro Zan (PD) eletto alla Camera 
Leonardo Monaco (+Europa)
Stefano Carosio (Pap)
Emilio Rossi (Pap)
Savino Franzo (Pap)
Giuseppe Cracchiolo (M5S)
Francesca De Vito (M5S) eletta in Regione Lazio 
Massimo Farinella (+Europa)
Antonio Rotelli (Leu)
Gianmarco Capogna (Leu)

16 febbraio, comunicato finale

Associazioni laiche denunciano, negare educazione sessuale e affettiva mette a rischio i giovani, sotto accusa il “family day”

– Rassegna Stampa

– Rivedi la diretta 

– Adesioni 

Venerdi 16 febbraio, presso la sala dell’Associazione Stampa Romana in Piazza della Torretta 36 in Roma, ore 11:00, il Coordinamento Laicità Scuola Salute (Agedo
Coordinamento Genitori Democratici, Educare alle Differenze, Famiglie Arcobaleno, Gaycs, Gaynet, Rete Genitori Rainbow) ha presentato una proposta in 7 punti per affrontare l’emergenza legata alla salute sessuale e al bullismo, che interessa da vicino i nostri figli e le nostre figlie.

I dati mostrati vanno dal mancato uso del preservativo (non lo usano 4 giovani su 10), all’aumento dirompente di patologie come la sifilide (+800% tra 1996 e 2008 tra i 15 ei 25 anni), fino a toccare i numeri relativi al bullismo (ne soffre la metà degli studenti tra gli 11 e i 17 anni) e le false rappresentazione, come il fatto che 1 persona su 4 crede ancora che l’omosessualità sia una malattia. Importanti i dati sugli stereotipi di genere: Il 66% delle donne tra i 20 e i 30 anni ritiene che sia normale provare dolore durante i rapporti sessuali.

Tutto questo si aggiunge ai dati ISTAT di pochi giorni fa, per cui in Italia sono quasi 9 milioni le donne ad aver subito molestie. Sotto accusa anche il recente “Piano per l’educazione al rispetto” varato dal MIUR, che nonostante l’impegno della Ministra Fedeli risente dell’influenza di chi parla ancora di “gender” nelle scuole e non affronta i temi della sessualità, dell’omofobia, degli stereotipi di genere, dell’inclusione di chi proviene dalle nuove famiglie considerate “non tradizionali”.

La proposta presentata è incentrata sulle linee guida dell’OMS sull’educazione sessuale e affettiva e sull’esperienza di centinaia di realtà che lavorano quotidianamente nelle scuole in collaborazione con corpo docente e studentesco. Insegnamento curriculare, quindi, delle competenze raccomandate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, sostegno ai progetti sul territorio, distribuzione gratuita del profilattico nelle scuole e campagne di informazione, verifica del linguaggio dei libri di testo secondo il progetto Polite, formazione obbligatoria dei docenti, celebrazione in tutte le scuole della giornata del 1 dicembre, sensibilizzazione sul pluralismo delle realtà familiari, iniziative per l’integrazione e il multiculturalismo.

“Come Coordinamento nazionale di genitori, famiglie, formatori e formatrici – affermano i promotori – riteniamo gravemente irresponsabile per la politica continuare a ignorare questo tema inseguendo i falsi miti di chi diffonde odio e falsità sulla pelle delle nuove generazioni. Queste persone, gli stessi che hanno inventato il “family day”, ci accusano di diffondere il fantasma del “gender” da loro inventato, ma a minacciare i nostri fili e le nostre figlie sono proprio loro, negando informazione, consapevolezza e conoscenza, in un’epoca in cui i nuovi strumenti della rete necessitano sempre più di strumenti critici”

Per questo motivo – aggiungono – continueremo a promuovere i nostri 7 punti per una Scuola laica, inclusiva, sicura, ringraziando i candidati e le candidate delle varie forze politiche che hanno aderito. Vigileremo – concludono – sul loro impegno nel portare avanti concretamente questi temi all’interno dei rispettivi schieramenti”.

– Rassegna Stampa

– Rivedi la diretta 

16 febbraio: Salute sessuale e bullismo nelle scuole, la politica affronti l’emergenza

Venerdì 16 febbraio, presso la sala dell’Associazione Stampa Romana in Piazza della Torretta ­36 in Roma, ore 11:00,  il Coordinamento Laicità Scuola Salute presenterà una proposta per affrontare l’emergenza legata alla salute sessuale e al bullismo, che interessa da vicino i nostri figli e le nostre figlie.

I dati ci avvertono ormai da anni sul continuo diffondersi dell’HIV tra i più giovani per il mancato uso del preservativo (non lo usano 4 giovani su 10), sull’aumento dirompente di patologie come la sifilide (+800% tra 1996 e 2008), sul progressivo aumento dei casi di femminicidio, sul diffondersi incontrollato di intolleranza, discorso d’odio, violenza e discriminazione. Anche la Cassazione, durante l’apertura dell’anno giudiziario, ha lanciato l’allarme sulle cosiddette “baby gang” e sulla violenza di genere. Nell’epoca del web libero, l’assenza di  strumenti critici su questi temi trasforma questa lacuna si profila come una minaccia intollerabile per i nostri figli e le nostre figlie.

L’Italia, a causa di forze conservatrici irrazionali, ideologiche e pericolose, è l’unico Paese dell’Europa occidentale a non avere ancora un programma curricolare in linea con l’Organizzazione Mondiale della Sanità (educazione sessuale olistica) che include l’educazione alle emozioni e al rispetto delle differenze. 

Il recente “Piano per l’educazione al rispetto” varato dal MIUR, continua a dare credito a chi discute ancora del fantomatico “gender” nelle scuole e rimane una dichiarazione di intenti che non affronta i temi della sessualità, dell’omofobia, degli stereotipi di genere, dell’inclusione di chi proviene dalle nuove famiglie considerate “non tradizionali”.

Come spiega anche l’OMS, non parlare di sessualità significa avallare sessismo, maschilismo e tabù oscurantisti, danneggiando la salute psicofisica delle giovani generazioni e producendo un’incapacità strutturale di riconoscere le differenze che ci circondano.

Come  Coordinamento nazionale di genitori, famiglie, formatori e formatrici, presenteremo una proposta puntuale e chiara rivolta a tutte le forze politiche in campo, affinché nella prossima legislatura si volti pagina rispetto a chi diffonde odio e falsità sulla pelle delle nuove generazioni e attenta al futuro dell’istituzione scolastica nella sua complessità. Tra i primi sostenitori dell’appello insieme alle realtà promotrici si è espresso il CIDI, Centro di Iniziativa Democratica degli Insegnanti.

Elenco adesioni

Evento facebook

Associazioni Promotrici:

Agedo    

Coordinamento Genitori Democratici

Educare alle Differenze

Famiglie Arcobaleno

Rete Genitori Rainbow

Gaycs

Gaynet

Appello per una scuola laica, sicura e inclusiva. Aderisci!

Salute sessuale e bullismo a scuola: emergenze della prossima legislatura.  Aderisci al nostro appello! 

In una campagna elettorale piena di intolleranza e razzismo c’è chi non accetta il silenzio su temi di importanza cruciale che riguardano la salute, l’inclusione e la sicurezza delle nuove generazioni.

Ecco 7 punti rivolti a tutti i candidati e le candidate per costruire una scuola laica, inclusiva, sicura. 

Inviaci il tuo nome e la tua email, stiamo aggiornando costantemente l’elenco delle adesioni. Se rappresenti un’organizzazione, puoi scriverci anche qui.

Il prossimo venerdì 16 febbraio presenteremo la proposta a Roma, in Piazza della Torretta 36, ore 11:00. Segui la diretta sui nostri social 

 


PREMESSA
Infezioni Sessualmente trasmesse

 

  • La sifilide ha subito un incremento tra la popolazione giovanile fra i 15 e 25 anni dell’’800% tra il 1998 e il 2008, e del 400% su tutta la popolazione dal 2000 a oggi[1].
  • L’85,6% delle nuove infezioni da HIV (3500-4000 casi l’anno) è causato dal mancato uso del profilattico[2].
  • Il 47,6% delle nuove infezioni derivanti da rapporti non protetti sono avvenute in rapporti eterosessuali, mentre il 38,0 % in rapporti MSM (maschi che fanno sesso con maschi, che possono essere etero, bisessuali o omosessuali)[3].
  • Nel 76,3% delle nuove infezioni la persona scopre la sua sieropositività solo in prossimità dello stadio di AIDS conclamato, contro il 20,5% dei casi nel 2006, a causa dell’assenza di strategie di prevenzione e monitoraggio attraverso i test[4].
  • 4 giovani su 10 non usano il preservativo[5].
Pregiudizi, discriminazione, esclusione sociale

 

  • 1 persona su 2 in Italia ritiene che gli uomini siano meno adatti alle faccende domestiche rispetto alle donne[6].
  • 1 persona su 4 ritiene che l’omosessualità sia una malattia[7].
  • Il 41,4% ritiene inopportuno che una persona omosessuale faccia l’insegnante elementare[8].
  • Il 28,1% che una persona omosessuale diventi medico[9].
  • Più di 1 persona su 2 ritiene la semplice presenza di migranti indice di degrado e rischio terrorismo in un quartiere[10].
  • Il 65% ritiene che i rifugiati siano un peso per il welfare, contro il 21% della popolazione tedesca. Solo il 31% ritiene che siano valore aggiunto in termini di lavoro e talento, contro il 59% in Germania[11] .
  • Il 66% delle donne tra i 20 e i 30 anni ritiene che sia normale provare dolore durante i rapporti sessuali,
  • l’11% crede che non si possa restare incinte durante le mestruazioni[12].
  • Il 4% ritiene che un bagno caldo sia un valido contraccettivo[13].
  • 6 donne su 10 in età fertile (15-49 anni) non usano alcun metodo contraccettivo, il 15% non ne ha mai fatto uso e il 44% ha smesso di utilizzarlo[14].
  • Negli ultimi 20 anni le persone uccise sono diminuite del 50%. Gli omicidi di donne hanno mantenuto un andamento costante, così come anche il numero di donne uccise per motivi di genere – femminicidio – che è inoltre aumentato del 5,6% tra 2015 e il 2016[15].
  • Il 31% dei ragazzi e il 35% delle ragazze è stato almeno una volta vittima di forme di cyberbullismo[16].
  • Per il 37,3% di loro, il cyberbullismo è peggiore del bullismo ‘tradizionale’ e, per il 53,7%, anche più frequente[17].
  • Il 50% dei ragazzi e delle ragazze tra gli 11 e i 17 anni sono vittime di bullismo, il 19% lo subisce più volte al mese, il 9,1% ogni settimana[18].
  • Secondo la Polizia Postale, si è passati da 235 denunce di cyberbullismo del 2016, agli oltre 350 casi del 2017.
  • Secondo l’anteprima dello studio internazionale “Be Proud – Speak Proud” condotto dal Centro Risorse Lgbti di Torino, il 49% degli e delle studenti in Italia è testimone di comportamenti omo-transfobici nelle scuole .
LAICITA’

 

Tutto questo è un’emergenza. Di fronte a questi dati, la retorica di chi vuole contrapporre l’educazione alla sessualità a qualsivoglia modello di famiglia eterosessuale o libertà educativa appare sempre più irrazionale, infondata e pericolosa per la sicurezza delle giovani generazioni.

Dove c’è conoscenza, libertà e consapevolezza non c’è spazio per l’ideologia e l’imposizione di stili di vita.

In Italia, a differenza dei Paesi dell’Europa occidentale, non è stato previsto alcun programma curricolare di educazione alla sessualità e alle differenze nelle scuole, nonostante le linee guida emanate dall’Ufficio Regionale per l’Europa dell’OMS nel 2010 . Infine, la ratifica della Convenzione di Istanbul del Consiglio D’Europa contro la violenza di genere (2013), è rimasta sostanzialmente disattesa sul terreno del contrasto al sessismo e al pregiudizio di genere.

In Olanda, l’educazione sessuale è presente nelle scuole da oltre 10 anni a partire dalle scuole dell’infanzia, mentre in Germania è stata resa obbligatoria anche per le scuole confessionali. Le statistiche diffuse dall’Unesco evidenziano che i progetti educativi alla sessualità sono efficaci nella prevenzione di abusi sessuali, ritardano l’età del primo rapporto, incentivano l’uso degli anticoncezionali, prevengono i rapporti a rischio.

Le recenti Linee Guida Nazionali del MIUR e il corrispettivo “Piano nazionale per l’educazione al rispetto” dello scorso ottobre, che dovevano attuare il comma 16 dell’articolo 1 della “Buona Scuola”, si sono rivelate poco più di una dichiarazione di intenti, tralasciando le tematiche relative alle nuove famiglie, alla sessualità, all’omo-transfobia e riproponendo un approccio basato proprio su quegli stereotipi di genere che dovevano invece essere superati. Inoltre il documento ha riconosciuto l’esistenza della cosiddetta “teoria del gender”, un’ideologia inventata ad arte a scopo di propaganda alla quale è stata tuttavia conferita dignità, facendo riferimento a non meglio precisate “pratiche estranee al mondo educativo”. In questo modo non si fa altro che sostenere implicitamente l’idea per cui “di sesso si parla solo in famiglia”, un’idea che si inserisce in un quadro di pericoloso depotenziamento dell’istituzione scolastica e dei propri organi interni.

Nell’era del web, della comunicazione immediata e della libera circolazione di informazioni di ogni tipo, questo mantra costituisce una vera e propria minaccia per la salute e la sicurezza dei nostri figli e delle nostre figlie, che non può essere più sottovalutata inseguendo convinzioni personali e ideologie antiscientifiche.

Secondo l’OMS, l’approccio completo presuppone che l’educazione sessuale si muova di pari passo con l’educazione alle differenze e al rispetto, poiché si tratta di intervenire su pregiudizi, tabù e luoghi comuni che trovano forza gli uni negli altri. E’ in questo senso che si parla di educazione sessuale in senso “olistico”

FAMIGLIE

 

L’idea di famiglia è un concetto legato all’evoluzione storica e ai contesti sociali:

basti pensare alla familia latina che includeva anche gli schiavi o alla famiglia contadina ampiamente diffusa nelle aree rurali fino a metà del secolo scorso e ancora presente in molte aree del mondo.

Lo sviluppo sociale e culturale del nostro Paese negli ultimi decenni ha visto emergere nuove realtà familiari: Esistono sempre più famiglie ricomposte (dal 16,9% nel 1998 al 28% nel 2009 secondo l’ISTAT) sempre più famiglie monoparentali, dove genitori single o separati crescono autonomamente i figli e le figlie, sempre più coppie o gruppi di più persone legate da vincoli affettivi che vivono di fatto sotto lo stesso tetto.

La legge sulle unioni civili del 2016 ha regolamentato per la prima volta anche i diritti delle coppie conviventi, etero e omosessuali, pur negando parità nell’accesso all’istituto matrimoniale.

Esistono anche le famiglie formate da genitori dello stesso sesso, con le figlie e i figli avuti nel corso della loro relazione. In queste famiglie esistono genitori non riconosciuti negli atti di nascita che non hanno alcun tipo di relazione giuridica con i propri figli e figlie e che necessitano di deleghe formali per ogni azione di responsabilità (scuola, viaggi, sanità). Specularmente, esistono bambini e bambine i cui rapporti con parte del nucleo familiare sono ignorati dalla legge sulle unioni civili e non sono riconosciuti se non tramite ricorso all’autorità giudiziaria.

Esistono, inoltre, persone omosessuali e transgender, diventate genitori nel corso di precedenti relazioni eterosessuali. Questi genitori si trovano ad esercitare la propria genitorialità in situazioni che vanno dall’invisibilità della nuova relazione omosessuale all’ostilità manifesta, specie nei contesti scolastici.

Sul piano generale, infine, rimane un tema che riguarda direttamente tutti e tutte, ovvero la grave insufficienza nella legislazione sulle adozioni e l’assenza di una vera regolamentazione delle tecniche di procreazione assistita che riguardi le persone single le coppie etero e le coppie omosessuali.

STUDENTI

 

L’adolescenza è il periodo evolutivo di transizione dall’età infantile a quella adulta. Il livello di accettazione sociale percepita è di importanza fondamentale per lo sviluppo del senso del sé e del proprio valore. Nella scuola esiste una pluralità di orientamenti sessuali e identità di genere nella quale individuiamo convenzionalmente i ragazzi e le ragazze eterosessuali, lesbiche, gay, bisessuali, transgender e interesessuali. Le persone Lgbti (acronimo riconosciuto in sede UE dalla FRA, European Union Agency for Fundamental Rights) sono circa il 10-15% della popolazione (Kinsey 1948, 1953) e presentano una pluralità di atteggiamenti, comportamenti e attitudini che le rendono esattamente come tutte le altre.

Va ricordato anche che ogni persona può avere dei comportamenti sessuali differenti dal proprio orientamento sessuale: avere esperienze sessuali con una persona dello stesso sesso non significa essere omosessuali e viceversa. Nell’età dell’adolescenza, in particolare, ogni persona è portata a sperimentare la sessualità in ogni direzione, esponendosi a pregiudizi, luoghi comuni e assenza di informazione. 
L’omo-transfobia è una tipologia di discriminazione basata sul pregiudizio maschilista e patriarcale, che può colpire qualunque persona non si adegua agli stereotipi di genere dominanti: un ragazzo che non si comporti da “macho” e una ragazza con un atteggiamento considerato “mascolino” a prescindere dal loro orientamento sessuale. Una discriminazione che diventa ancora più dura per le persone transgender, che si identificano in un genere opposto o non corrispondente a quello di nascita (varianza di genere).

Più in generale, va ribadito che ogni persona ha la propria modalità di esperire ed esternare il proprio rapporto con il genere maschile e femminile. La realtà della varianza di genere non va confusa con idee antiscentifiche sulla “pluralità dei sessi” e sulla “possibilità di scegliere il sesso” di cui parla una certa disinformazione. 
Completamente diverso, infatti, è il caso delle persone intersessuali, che presentano una specifica combinazione alla nascita di caratteri sessuali (cromosomi, gonadi, ormoni, genitali e morfologia del corpo) e che rivendicano il diritto di non subire interventi chirurgici e trattamenti ormonali di rassegnazione chirurgica del sesso alla nascita per poter scegliere liberamente da grandi. 
Anche queste persone subiscono l’influenza di quella cultura maschilista ed escludente che ritiene anormale ogni varianza rispetto ad un presunto paradigma di normalità del corpo sessuato.

Va infine ricordato che le dinamiche di inclusione legate all’identità creano un intreccio profondo con i temi dell’interculturalità e della migrazione, per almeno due questioni. L’inclusione delle persone migranti è fondamentale per prevenire quei fenomeni di emarginazione, esclusione e radicalizzazione del pregiudizio. L’approccio interculturale è la base su cui costruire la cultura del rispetto e tutelare l’autodeterminazione e i diritti della persona, dalle tematiche di genere ai diritti civili. Ci sono persone, infine, che vivono una situazione di doppia discriminazione, non solo all’esterno ma anche all’interno della propria comunità o nucleo familiare. In 76 Paesi del mondo l’omosessualità è ancora punita con il carcere o la pena di morte. 

 

 PROPOSTA

 

A fronte di queste urgenze, chiediamo alle forze politiche di sottoscrivere le seguenti misure per la prossima legislatura:

 

  • Introduzione delle competenze esplicitate dalle linee guida OMS in termini di “educazione sessuale olistica” all’interno degli obiettivi formativi presenti nell’insegnamento curricolare delle scuole di ogni ordine e grado, attraverso metodologie analitiche di decostruzione degli stereotipi presenti nel linguaggio dei media e metodologie basate sull’educazione non formale attraverso la pratica sportiva.

 

  • Provvedimenti concreti per la formazione del corpo docente futuro di ogni disciplina a una didattica inclusiva, aperta al multiculturalismo, priva di stereotipi di genere e pregiudizi sessuofobici.

 

  • Istituzione di un fondo speciale per sostenere nell’ambito dei Ptof progetti di educazione alla sessualità olistica e alle differenze di genere rivolti a famiglie, corpo docente e studentesco. 
I progetti saranno finanziati attraverso un bando nazionale e avranno tra i requisiti di accesso la costituzione di partenariati tra scuole, enti locali o associazioni, nell’ottica di una valorizzazione delle realtà che già operano nel territorio secondo percorsi e pratiche gestite attraverso gli strumenti democratici di autogoverno delle scuole (Collegio dei docenti e Consiglio di Istituto, Consigli di classe).

 

  • Introduzione della distribuzione del profilattico maschile e femminile nelle scuole con il supporto di una campagna di sensibilizzazione alla contraccezione e alla prevenzione delle IST in collaborazione con il Ministero della Sanità e l’Istituto Superiore della Sanità, che preveda nuove risorse e sinergie per i consultori, gli sportelli e i Centri Antiviolenza del territorio.

 

  • Verifica dei libri di testo scelti e una loro eventuale sostituzione secondo le linee guida del progetto P.O.LI.TE

 

  • Introduzione di iniziative scolastiche e momenti di incontro che siano rispettosi e inclusivi verso tutte le famiglie, che rappresentino e valorizzino la pluralità delle configurazioni familiari.

 

  • Celebrazione ufficiale in tutte le scuole della giornata del 1 dicembre (World AIDS day) come momento di informazione e prevenzione sulla sessualità in cui realizzare iniziative con esperti ed esperte.

 

Coordinamento Laicità Scuola Salute.

Genitori, Famiglie, Formatori e Formatrici.

AGEDO –Associazione genitori parenti e amici di persone Lgbt+

CGD – Coordinamento Genitori Democratici

EDUCARE ALLE DIFFERENZE – Rete Nazionale per la valorizzazione delle differenze nelle scuole

FAMIGLIE ARCOBALENO – Associazione di genitori omosessuali

GAYCS – Dipartimento Lgbt di AICS, Associazione Italiana Cultura Sport

GAYNET – Media, formazione e temi Lgbti

RETE GENITORI RAINBOW – Persone LGBT con figli e figlie da relazioni eterosessuali

 


 

[1] Società Italiana di Pediatria, 2013 – Associazione Dermatologi Ospedalieri, 2017.

[2] Istituto Superiore di Sanità, 2016.

[3] Ivi.

[4] Ivi.

[5] Associazione Microbiologi Clinici Italiani, 2016.

[6] Commissione Parlamentare Joe Cox, 2017.

[7] Ivi.

[8] Ivi.

[9] Ivi.

[10] Ivi.

[11] Ivi.

[12] Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia, 2014.

[13] Ivi.

[14] Ivi.

[15] Istat, 2014 – Eures, 2017.

[16] Indagine skuola.net, 2014, riportata dal Ministero dell’Interno.

[17] Ivi.

[18] ISTAT.